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lunedì 14 marzo 2011

Crabs Rimini: Vittorie contro Venezia e Veroli

Legadue - 22.ma Giornata (06/03/2011)
Umana Reyer Venezia-Immobiliare Spiga Rimini 60-62

UMANA REYER VENEZIA: Clark 5 (1/5, 1/5), Allegretti 14 (2/3, 2/4), Causin 1, Slay 28 (10/12, 1/5), DiGiuliomaria 3 (1/1, 0/1), Meini (0/1, 0/2), Young 8 (2/10, 0/3), Maestrello (0/3 da tre), Ceron (0/1), Bryan 1 (0/1). N.E. Pagotto, Jovancic. All.: Mazzon.
IMMOBILIARE SPIGA RIMINI: Lollis 10 (5/9), Tomassini 5 (1/2, 1/4), Filloy 11 (3/7, 1/2), Foiera 6 (3/3), Gurini 4 (2/2, 0/1), Metreveli 4 (2/2), Vukcevic 12 (3/5, 1/3), Piazza 4 (2/6, 0/2), Roderick 6 (3/8, 0/2). N.E. Gasparin. All.: Caja.
Arbitri: Provini, Batoli e Ranaudo.
Note - Parziali 22-22, 31-31, 52-42. Spettatori 3.000 circa.

A CARNEVALE ogni scherzo vale. Anche per Rimini che rifila un bello sgambetto alla capolista Venezia, proprio nella domenica in cui coriandoli e stelle filanti invadono la Laguna, ed espugna il Taliercio per 62-60. Da incorniciare l’ultimo quarto della squadra di Caja, che recupera 10 punti (52-42) e ne mette 20, lasciando solo quattro canestri (l’ultimo di Slay sulla sirena) a una Reyer che indossa la peggior maschera dell’anno.
CAJA lascia Roderick fuori dallo starting five. Capitan Vukcevic esce da un blocco e avvia la contesa, ma l’Umana sfrutta il fondamentale che meglio le riesce, vale a dire il tiro dalla lunga: Allegretti trova due bombe su rapide transizioni (6-2) mentre Lollis viene ben controllato sotto le plance da DiGiuliomaria. Venezia aggressiva conquista un paio di rimbalzi offensivi (5), ma Rimini mette avanti la testa con un gioco da tre di Filloy (8-9) e un contropiede di Tomassini mette un break di 4-0 (10-13). Allegretti è in giornata, Filloy fatica a contenerlo (16-13) ma Vukcevic e compagni rispondono colpo su colpo anche se Roderick soffre il primo passo di Young (20-20) e si carica di due falli. Il quarto si chiude in pieno equilibrio (22-22).
DOPO quattro minuti del secondo periodo Slay spezza l’apatia, Mazzon gioca la carta Ceron su Vukcevic, ma il capitano va a nozze con la bomba del 29-31 e il libero aggiuntivo che però sbaglia. Sul 31 pari. Rimini rientra sul parquet pimpante e Roderick trova i primi punti di giornata ma anche il quarto fallo su Allegretti. Buona circolazione ma pessime scelte al tiro, prima con Piazza poi con Lollis, e sotto canestro i lunghi concedono troppo a Slay ed Allegretti che mettono il break del 7-0 (38-33). Vukcevic alza il ritmo, scarico per Filloy che trova la tripla del -1 (39-38), ma sotto canestro sono sempre Slay e Allegretti a dettar legge con Foiera che prova a tener in scia una Rimini in carenza d’ossigeno (47-40) e costretta sempre allo scadere dei 24”. I biancorossi perdono la bussola in attacco e Slay che allo scadere mette la tripla del 52-42, massimo vantaggio da doppia cifra.
TOMASSINI riapre la partita dall’arco dei 6,75 (52-49) e Rimini pigia sull’acceleratore: Lollis fa il bello e cattivo tempo e quando finalmente si sveglia anche Roderick ecco il break che vale il sorpasso (58-61). I biancorossi alzano l’intensità difensiva, Clark e Slay non penetrano più e Vukcevic amministra il finale che vede Slay infilare il canestro del 62-60.
Nicola Vinciguerra - Il Resto del Carlino



Legadue - 23.ma Giornata (11/03/2011)
Immobiliare Spiga Rimini-Prima Veroli 69-64

IMMOBILIARE SPIGA RIMINI: Lollis 21 (9/11), Tomassini 11 (4/6, 1/5), Filloy 12 (5/13, 0/1), Foiera 4 (2/5), Gurini 5 (1/3, 1/2), Metreveli, Piazza (0/2, 0/3), Roderick 16 (7/14, 0/3). N.E. Dimitrov, Gasparin. All.: Caja.
PRIMA VEROLI: Penn 13 (2/3, 1/7), Binetti (0/1, 0/1), Rosselli 13 (4/7, 1/4), Iannone, Gatto 6 (0/1, 2/4), Kavaliauskas (0/1, 0/1), Rossetti (0/1 da tre), Jackson 20 (4/10, 3/6), Brkic 12 (4/5, 1/4). N.E. Fontana, Iannarilli, Iannilli. All.: Cavina.
Arbitri: Pascotto, Ciaglia, Conti.
Note - Parziali: 14-16, 28-30, 51-47. Spettatori 2.600 circa.


INCREDIBILI
, clamorosi, commoventi granchi. Senza Vukcevic, influenzato, e con una situazione societaria che definire critica è poco, crisi che non può non farsi sentire anche all’interno della squadra, i Crabs inchiodano la pimpante Prima Veroli, salita a Rimini esibendo una striscia di 8 vittorie su 9 partite, con una Coppa di LegaDue a ‘contorno’. Immobiliare Spiga con un cuore grande come una casa, biancorossi che hanno strappato i due punti catturando la bellezza di 22 rimbalzi in più dei rivali (49-27, il solo Filloy ne ha arpionati 18).
PER CAMUFFARE
il vuoto lasciato da Vukcevic, Caja in avvio va col doppio play e i suoi granchi sembrano proprio la ‘banda Bassotti’ al cospetto dei più fisici avversari. Veroli si accende subito con l’ex Brkic, Rimini sfrutta il talento di Roderick per rimanere aggrappata al match. Nel secondo quarto i Crabs si mettono a zona: Rosselli buca la ‘ragnatela’ con una tripla, ma adesso i frusinati fanno più fatica ad essere fluidi in attacco. Non che la manovra dei biancorossi di casa sia più ariosa, anzi: però con le unghie i ragazzi di Caja restano lì, mordendo in difesa e affidando la maggior parte dei palloni a T-Rod, braccato dalla difesa avversaria. Proprio un libero del giovane americano vale la parità, quindi un bel canestro di Tomassini dalla media significa il sospirato sorpasso (28-26). Jackson replica in un amen, la Spiga pasticca e un 2/2 di Penn dalla lunetta riporta sopra Veroli all’intervallo lungo. Nello score di metà gara spicca (in negativo) lo 0/7 dei Crabs da tre. E se non si apre la ‘scatola’ dalla distanza, dopo tutto diventa più complicato.
UNA BOMBA
di Tomassini interrompe il digiuno dalla lunga, ma sono le giocate di Lollis e Filloy a ricucire il -7 maturato dopo le fiammate di Jackson (42 pari sul tabellone). E quando anche Gurini la mette da tre, allora Rimini capisce che si può davvero fare (45-43). In difesa Rimini difende alla grandissima, Piazza e Tomassini sono due ‘mignatte’, i lunghi sporcano i passaggi e lavorano forte a rimbalzo, tante cose preziose per garantire due possessi di vantaggio alla penultima sirena. Il match entra nel suo ultimo periodo e la Spiga allunga ancora: Tomassini libera la sua felice ‘mano’, Foiera si avverte, Lollis è ovunque e a 5’54’’ dal gong Cavina ha terminato i suoi time-out (60-52). L’ex Foiera regala ai granchi il +9 a 4’ dalla fine, quindi la stanchezza comincia a presentare il conto ai riminesi.
QUALCHE
pasticcio pesa, così come si lasciano sul ferro punti dalla lunetta. E Veroli si avvicina, addirittura a -1 a -1’43’’ (65-64). I romagnoli sbagliano ancora, però dietro si compattano sempre più. La ‘pugnalata’ decisiva è di Filloy, scippo a metà campo e solitaria fuga in contropiede a chiudere il discorso. E’ proprio fatta e ha il sapore di un’impresa per questo gruppo di ragazzi coraggiosi.
Alberto Crescentini - Il Resto del Carlino


lunedì 7 febbraio 2011

Fileni Jesi-Immobiliare Spiga Rimini 86-61

Legadue - 19.ma Giornata (06/02/2011)
Fileni Jesi-Immobiliare Spiga Rimini 86-61

FILENI JESI: Maggioli 17 (6/7, 0/2), Rossi 5 (1/3, 0/1), Nocedal 11 (2/2, 2/2), Pecile 13 (1/5, 3/4), Tagliabue, Pergolini 2 (1/1), Migliori 10 (2/4, 2/3), Tusek 11 (2/2, 2/5), Elder 11 (4/5, 0/2), Santiangeli 6 (2/2 da tre). All.: Cioppi.
IMMOBILIARE SPIGA RIMINI: Lollis 20 (10/14), Tomassini, Filloy (0/3, 0/5), Foiera, Gurini 4 (1/3, 0/4), Vukcevic 12 (3/7, 2/6), Piazza 5 (2/2, 0/2), Roderick 20 (8/11, 0/6). N.E. Metreveli, Gasparin. All.: Caja.
Arbitri: Provini, Beneduce, Gagliardi.
Note - Parziali: 20-12, 43-27, 63-50. Uscito per falli Tomassini. Spettatori 2.356.


TUTTO in una sera: nove decimi del roster a referto, miglior partita difensiva dell’anno, Rimini schiantato, differenza canestri, ammesso che mai possa servire - ribaltata. La Fileni Bpa torna ad accarezzare il sogno playoff con una prova gagliarda del collettivo e un atteggiamento da squadra matura. Segnali importanti per Stefano Cioppi, superba lettura della partita da parte del coach, l’impressione che davvero il campionato Fileni Bpa possa essere ad una svolta. Novità nello starting five, Migliori al posto di Nocedal, altra scelta tattica vincente. Palla dentro per Maggioli la consegna, il capitano ricambia con 4 punti e i falli commessi su di lui da Lollis, Filloy e Tomassini.
ARANCIOBLÙ reattivi sotto le plance, prima tripla della partita di Migliori al 5’ (11-6), Rimini prova l’arma del pressing, ruba secondi all’azione arancioblù, Lollis ne mette sei di fila. Jesi difende forte, Rimini continua a soffrire in difesa (secondo fallo di Lollis al 9’) e a non trovare soluzioni vincenti in attacco (17-10 al 9’). Numero di Nocedal sulla sirena per la minifuga leoncella. Se l’attacco di Rimini è solo Lollis, 14 punti per il centro riminese all’intervallo lungo, nella Fileni Bpa si fanno sentire in sintonia Maggioli e Pecile: azione da 4 punti del play (28-17), la schiacciata del capitano al 14’ vale il + 13 (30-17).
ATTACCO RIMINI in evidente difficoltà davanti alla ringhiosa difesa di casa, segnale forte per il pubblico del PalaTriccoli quando Nocedal e Migliori la mettono da casa loro 36-17 al 17’: massimo vantaggio e Rimini doppiata 1’ dopo (38-19), parziale 14 a spezzato da Roderick dalla lunetta. Dopo il + 21 48-27 entra in partita anche Roderick – secondo tempo strepitoso del colored - Non abbastanza, Jesi dilaga 58-32 con due fantascientifici triploni di Tusek. Partita in cassaforte? No perché Rimini ha finalmente una reazione da squadra vera: sei, sette minuti di fuoco e svantaggio dimezzato fino al – 13, mai comune sotto la doppia cifra, dell’ultimo intervallo. Jesi di situazioni al limite della paura ne ha vissute troppe, la difesa chiude a doppia mandata area e canestri. La partita dell’Immobiliare finisce li, stavolta il digiuno dura sei lunghissimi, interminabili, minuti mentre la Fileni Bpa vola: al 35’ Pecile mette il sigillo sulla gara con la bomba del + 17, le triple di Santiangeli e il primo canestro in serie A di Pergolini completano la festa.
Gianni Angelucci - Il Resto del Carlino


lunedì 31 gennaio 2011

Il derby è solo di Rimini

Legadue - 18.ma Giornata (28/01/2011)
Immobiliare Spiga Rimini-Marcopoloshop.it Forlì 100-91

IMMOBILIARE SPIGA RIMINI: Lollis 11, Tomassini 13, Eliantonio 7, Gasparin, Filloy 29, Gurini 2, Vukcevic 19, Piazza 4, Roderick 15. N.E. Metreveli. All. Caja.
MARCOPOLOSHOP.IT FORLÌ: Toppert 14, Goldwire 13, Poletti 2, Borsato 11, Gordon 24, Ranuzzi 2, Nardi 16, Campani 2, Lestini 7. N.E. Zamagni. All. Di Lorenzo.
Arbitri: Di Modica, Cappello, Quarta.
Note - Parziali: 26-30; 54-53; 80-69. Usciti per falli Nardi, Goldwire e Roderick. Prima della palla a due Ylenia Mulazzani ha cantato l'Inno Nazionale, mentre durante l'intervallo insieme a Christine Joan Johnson è stato interpretato il brano musicale "CRABS WHAT’S UP NOW". Spettatori 3.200 circa.

IL BIANCOROSSO che vince è quello di Rimini, ma Forlì può uscire dal derby a testa alta, con la consapevolezza che giocando così, con questo spirito e con la ‘qualità aggiunta’ dei recenti innesti, potrà far svoltare la sua stagione. I Crabs portano a casa il match pur rinunciando nell’intera ripresa a Vukcevic, infortunato: vale a dire al leader che nei primi 20’ ne aveva già imbucati 19.
UN MATCH comunque vibrante, appassionante, con il 105 Stadium che presenta davvero un gran colpo d’occhio, merito pure dei 5-600 tifosi ospiti. In avvio è Forlì la più lesta ad accendersi. Corrono, i ragazzi di Di Lorenzo, trovando buonissime soluzioni in transizione, con Toppert e Gordon che non sbagliano un colpo. Rimini resta comunque in scia, con Filloy inattesa ‘prima punta’ (già in doppia cifra il gaucho nel primo quarto). Il ritmo della gara è quello che la Marcopoloshop.it predilige, si gioca ventre a terra e la difesa riminese in tante occasioni non riesce neppure a schierarsi. Difesa poi morbida anziché no, senza nulla togliere ai tambureggianti 10’ iniziali di Goldwire e compagni. Anche quando mette mano alla panchina, poi, Di Lorenzo trova sempre intensità, ottimo l’impatto di Nardi, 8 punti in un amen.
L’ELASTICO si dilata fino al +8 Forlì (33-41), quindi i Crabs cominciano a risalire la china. Vukcevic è abilissimo a sfruttare i mis-match favorevoli, con efficaci penetrazioni fino al ferro. Prende pure parecchi falli, l’esterno serbo, e dalla lunetta è una macchina. Il vento cambia, sul parquet: e Gurini, con una doppietta ai liberi, porta davanti i biancorossi di casa (46-45, 3’38’’ al riposo).
Punteggio che nelle proporzioni non cambia, a metà gara: problemi di falli, alla pausa, solo per Tomassini, 3 penalità in appena 8’. Una curiosità: in 20’ Forlì ha ‘fatturato’ l’intero raccolto del derby dell’andata.
RIPRESA e Vukcevic, complice un infortunio, rimane seduto. Non una bella notizia per coach Caja, che già non dispone dell’influenzato Foiera. Ma i suoi ‘superstiti’ adesso ci sono, fiammate di Roderick, soprattutto ‘zampate’ di un clamoroso Filloy, che continua a imperversare dall’arco e sotto misura. E’ proprio una bomba del gaucho – la quinta! – a far lievitare in doppia cifra il vantaggio dei granchi (79-69, ma pesano per Rimini i 4 falli di Roderck). Il match entra nel suo ultimo periodo e Forlì si rifugia nella zona. Scelta saggia, che argina l’attacco dei Crabs, costretti a sparacchiare senza costrutto dalla distanza con Piazza e non solo. E il match si riapre, Marcopoloshop.it a risalire con foga nonostante Goldwire abbia terminato (per falli) la sua prova. L’esuberante Nardi porta Forlì a -2 (87-85), tripla al platino di Tomassini e ancora due possessi a dividere le squadre. Ormai si gioca sui nervi ed è ancora ‘Tom’ a piazzare ‘mattoni’ pesantissimi nella costruzione del successo nel rovente finale, sue le iniziative che mettono in ginocchio una Forlì comunque generosa, volitiva, che non vuole arrendersi a un altro, amaro verdetto.

Alberto Crescentini - Il Resto del Carlino



Cliffs of Dover - Eric Johnson

lunedì 24 gennaio 2011

Naturhouse Ferrara-Immobiliare Spiga Rimini 69-76

Legadue - 17.ma Giornata (23/01/2011)
Naturhouse Ferrara-Immobiliare Spiga Rimini 69-76

NATURHOUSE FERRARA: Hoover 7, Farabello, Cournooh 2, Boyette 18, Kotti 16, Ndoja 15, Mazzola 9, Lechthaler 2. N.E. Gamal, Brandani, Massari. All. Martelossi.
IMMOBILIARE SPIGA RIMINI: Lollis 12, Tomassini 5, Filloy 5, Foiera 2, Gurini, Vukcevic 34, Piazza, Roderick 18. N.E. Eliantonio, Gasparin, Metreveli. All. Caja.
Arbitri
: Ursi, Ciano, Ranaudo.
Note - Parziali 13-19; 35-37; 56-55. Antisportivo Roderick . Prima della gara il presidente Mascellani ha premiato l’ex bianconero Foiera. Presente in tribuna il presidente di Legadue Marco Bonamico. Spettatori 2.200 circa, incasso euro 15.210.

LOTTA, soffre e illude. Poi sul più bello, in un infuocato rush finale, la Naturhouse getta alle ortiche una vittoria che aspettava solo di essere colta. Sbagliano in tanti, ma è difficile dimenticare la sciocchezza di Hoover, che dopo una gara incolore si schianta come un pivello contro Filloy e commette sfondamento, o l’errore della difesa estense che si dimentica di Lollis e gli regala due punti facili facili. Il fiocco lo confezionano forse gli arbitri che, applicando alla lettera il regolamento, fischiano antisportivo a Boyette, ma in fondo è giusto così, e l’amarezza è davvero tanta.
La cronaca. L’avvio di Ferrara è promettente: Boyette inizia col piede giusto, poi Rimini sistema l’attacco e innesca Lollis (5’ 7-12). Buon per i padroni di casa che funzionano gli uno-due Farabello-Kotti, ed i punti del lungo tengono a galla una Naturhouse che però fatica troppo e non riesce ad essere pericolosa. Martelossi prova a mischiare le carte, butta in campo Hoover, appiccica Cournooh a Roderick e cerca di rendere la manovra meno prevedibile. Il killer continua comunque ad essere Lollis, che trova canestri anche nel traffico e regala la prima sirena ai romagnoli (13-19). Il secondo quarto si apre nel segno di Ndoja, che con 5 punti rilancia Ferrara e quando Hoover mette la bomba, Caja è costretto al time out (13’ 23-24). Ferrara però insiste e rimette la testa avanti con Mazzola (17’ 31-25): un fuoco di paglia sul quale soffiano forte Vukcevic e Roderick, che firmano un parziale di 12-4, spengono la fiammata estense e rilanciano Rimini, che va negli spogliatoi nuovamente in corsia di sorpasso (35- 37).
DOPO il thè Lollis torna in cattedra: prende rimbalzi, segna e Rimini vola (21’30” 35-41). Il riscatto estense non si fa attendere ed è firmato da Ndoja e Mazzola, che impattano il match (44-44) e non fosse per le bombe al vetriolo di Vukcevic, ci sarebbe da divertirsi. Ferrara comunque tiene la cottura e sulla schiacciata di Mazzola la gara è più che mai aperta (26’ 48-49) e da lì fino alla terza sirena si va avanti ad elastico. L’ultima curva si apre con qualche errore di Ferrara e quando la mano fatata di Vukcevic si scalda, Rimini torna avanti (34’ 60-62). Ma dura un attimo, poi Cournooh e Kotti alzano la posta e rilanciano. Per Vukcevic è un invito a nozze, accende il vecchio motore da Eurolega e non sbaglia più niente e alla fine Lollis mette anche il fiocco a 1’20” ( 64-69). La Naturhouse usa l’ultimo goccio di benzina per rimettersi in pari a 45” dalla sirena. Poi c’è di tutto: lo sfondamento di Hoover, l’antisportivo di Boyette e i falli sistematici che servono solo a dilatare l’amarezza. La festa è tutta di Rimini.

Stefano Rizzi - Il Resto del Carlino


mercoledì 19 gennaio 2011

43 Punti di Trent Whiting contro la Snaidero Udine

Legadue - 11.ma Giornata (12/12/2010)
Aget Imola-Snaidero Udine 111-84
Trent Whiting 43 punti (4/8 da 2, 10/12 da 3, 5/6 ai liberi, 7 assist)


Video clip dei 43 punti messi a segno contro la Snaidero Udine (nello scorso mese, il 12 dicembre 2010) da un preciso e scatenato Trent Whiting, classe '76.
L'americano dell'Andrea Costa Imola chiude già il primo quarto con 12 punti con un roboante 4/5 dall'arco dei 6,75 che all'intervallo diventeranno 19.
Nella ripresa il Mormone prende completamente la squadra sulle spalle e trascina i suoi in un incredibile break che porterà l'Aget a chiudere il terzo quarto sul 75-59.
Ultima frazione sempre a senso unico con Whiting infallibile nella sua gara personale, chiuderà tirando con il 70% dal campo ed ottenendo un pazzesco 45 di valutazione.
Indubbiamente un grande campione, oltre che signore. Grande Trent Whiting!

Sweet Disposition - The Temper Trap

martedì 4 gennaio 2011

31/5/1998 Kinder Bologna-Team System Bologna 86-77

MAGICO DANILOVIC: VIRTUS ALLE STELLE
di Luca Chiabotti e Andrea Tosi - La Gazzetta dello Sport - 01/6/1998

Non esiste un limite alla grandezza di un giocatore se é veramente grande come Sasha Danilovic, non esiste un limite alla sfortuna se, come la Teamsystem, ricadi ancora una volta nello stesso errore. La Virtus Kinder è campione d'Italia per la 14a volta alla fine della più bella ed emozionante serie scudetto che la gente si ricordi, entra con Milano e Varese nel piccolo olimpo di squadre capaci di conquistare, nella stessa stagione, il titolo italiano ed europeo, un'impresa riuscita l'ultima volta 11 anni fa. Lo deve alla prodezza dell'uomo di tutti i record: Danilovic ha disputato 4 campionati italiani e li ha vinti tutti. Stavolta lo fa con lo scudetto inequivocabilmente già sulla maglia della Fortitudo, avanti di 4 punti a 18" dalla fine, dopo essere stata sempre in vantaggio, anche di 11 punti a -6'38". La favola è quella del campione con la faccia di ghiaccio, che spesso mette tra sé e il mondo una cortina di scortesia, ma che dentro sa tutto del basket, compreso il fatto di non essere stato un fattore in questa serie (complice anche un infortunio), di aver sbagliato i palloni decisivi di gara-1, di aver giocato male come mai in una finale in gara-3 e gara-4, di essere stato quasi negativo per 39'48" di questa ultima sfida: solo 7 punti, 3/10 al tiro, 0/5 da tre. Stava vincendo la Fortitudo ma è arrivata l'azione che ricorderemo per sempre: tre punti più fallo di Wilkins (che ci lascia perplessi non solo per la stupidità: anche in tv non lo vediamo, ma Nique non fa una piega) che riportano la Kinder alla pari. David Rivers si butta come un missile verso il canestro avversario ma perde la palla, Alessandro Abbio restituisce e si fa stoppare da Fucka che poi subisce un fallo (non rilevato) da Binelli mentre Attruia viene fermato dalla sirena. Supplementare, senza Myers: a -2'54", con la Virtus a +1, Danilovic si conquista e segna i liberi del +3, a 1'44" dalla fine realizza l'uno contro uno del +5, a 1'03" dalla gloria piazza il trepunti del +7 e dello scudetto. Totale, 9 punti nel supplementare, 13 negli ultimi 5'18". Incredibile. La storia di Danilovic era troppo bella per non meritare la prima pagina, ma se lo scudetto è della Virtus il merito è di Alessandro Abbio che, dopo aver giocato una serie scudetto da campione, ha riportato praticamente da solo la Kinder in partita sia nella seconda metà del 1° tempo che a inizio ripresa con 10 (dei 16) punti nei primi 8', e di Hugo Sconochini che ha preso per il bavero la Virtus ricaduta a -11 a 6' dal punto di non ritorno, bruciando in contropiede la zona avversaria (8 punti sui 10 bianconeri dal -10 al -3). E poi Nesterovic, 22 anni, ma capace di non sbagliare un tiro in una finale.
Queste cose, Danilovic le sa, rispetta i compagni, sa che la sua gloria nasce da lì.
Di là, oltre il muro che divide Bologna, c'è Carlton Myers impietrito: perde la quarta finale della sua vita, dopo aver disputato un'ottima partita, soprattutto nel 1° tempo (20 punti, 5/8 al tiro, 3 recuperi) ma che non capisce che da solo non ce la farà mai, anche se è immenso. Nei primi 5' si gioca Dominique Wilkins, richiamato in panchina e furioso per non aver visto una palla, soprattutto da Carlton. La Fortitudo perde lì un uomo da 27 mila punti nella Nba che poi gioca una partita assolutamente indecente. Nella Fortitudo è mancato anche David Rivers, cioè il resto dello star system. Super Roberto Chiacig, che scava il primo grande vantaggio Teamsystem (+11 al 10') bilanciando con le sue incursioni in area i tiri pesanti di Myers, e Gregor Fucka, alla migliore prestazione della serie finale, anche se poi sbaglia due liberi, dopo un 8/8, nell'ultimo minuto. Probabilmente è stata la gara meno spettacolare: l'eccessivo talento in campo ha consigliato Ettore Messina e Pero Skansi a usare dose massicce di zona. Ha iniziato la Virtus, a -11 al 10', con una 2-3 che ha dato rimbalzi e contropiede. Al 17', sul 36 pari, Skansi ha messo in campo la sua (non la toglierà più), lasciando a 0 per 3' gli avversari e tornando a +8. A inizio ripresa, l'ex c.t. cambia in una 3-2 e recupera. La differenza è che Messina mischia le sue zone e riesce realmente a difendere mentre la Teamsystem disturba solo un attacco che finisce col 69% al tiro da 2 punti. Cioè, appena sono entrati anche i tiri da 3 di Danilovic, è saltata. Onore alla Virtus ma identico onore alla Fortitudo. Sono parole di rito ma sentite, come è sentito il titolo di miglior coach europeo a Ettore Messina. È italiano, come Abbio, come lo scudetto vinto da una squadra mitica.




venerdì 23 luglio 2010

Danilo Gallinari - Videoclip Sportitalia 10/06/2010


Una clip video sull'ala dei New York Knicks, Danilo Gallinari, andata in onda il 10 giugno scorso come apertura allo speciale con ospite lo stesso Danilo su Sportitalia.